CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

CINOFILIA E BECCACCE: LUCI ED OMBRE (BIOLOGICHE) di Silvio Spanò

Maya di Spanò

Maya di Spanò

In anteprima butto una pietra nello stagno: da un punto di vista biologico che differenza c’è fra un prelievo di beccacce con il cane e un prelievo all’aspetto? Credo nessuna, sempre beccacce morte sono, anzi il disturbo prolungato che la caccia col cane esercita rispetto ai pochi minuti di rischio sera e mattina è biologicamente più negativo alla specie! Su questo dualismo la polemica si è protratta per oltre un secolo, ma lentamente la “fazione” cinofila ha avuto il sopravvento “politico” sull’altra in realtà sostenuta non dalla virtuosa idea di uccidere meno beccacce, ma di averne di più a disposizione da uccidere col cane! Solo recentemente, anche in seguito all’evoluzione dei mezzi, della facilità di spostamento ecc., si è riusciti, da parte di qualcuno, di accettare la considerazione – corretta – che la beccaccia non poteva sostenere la pressione di entrambe le forme di prelievo e che, se una scelta s’imponeva era da farsi a favore della caccia “più sportiva’,'”più leale” (etica discutibile, ma sostenibile) in un duello sul campo, tète à téte, più “naturale’: tra cane (predatore) e cacciatore (sua longa manus, grazie al fucile) da una parte e la beccaccia dall’altra. In definitiva ha vinto di nuovo la lobby più potente e intelligente che, tuttavia continua a pensare di avere diritto di vita o di morte (…ovviamente “per il cane”) sul più alto numero possibile di beccacce incontrate.

Per questo vale la pena si approfondire un poco quanto accennato nel titolo per essere in definitiva degni, come beccacciai cinofili, di meritare questo “favoritismo”… che poi molti, troppi, bracconieri continuino ad ucciderne anche all’aspetto è colpa del menefreghismo alle regole dei nostri connazionali e di chi e preposto a farle rispettare (laddove serie e circostanziate denunce sono state fatte e reiterate, alcuni effetti positivi si sono visti). Come vera e propria premessa va poi detto che nonostante la quasi unicità di questo “vero” selvatico (un po-per tutti” quanto a ripartizione sul territorio e durata della sua presenza-1 Galliformi alpini lo sono per una élite) lo pone oggi tra i primi posti nella selezione del cane “da caccia’,’ è lecito chie-dersi – come d’altronde molti cinofili già hanno fatto – se la beccaccia è “ottimale” a questo scopo. A parte il fatto che noi lo vogliamo così e ci interessa così, un cane da beccacce può essere “grande’,’ eccezionale, ma mancare di alcune caratteristiche importante a fine selettivo delle singole razza (sensibilità estrema, ferma/dettaglio sulla pastura, andatura ridotta anche se la cerca può essere ampia/ampissima, difficoltà di valutare il movimento, collegamento all’udito – ma perdita della possibilità di valutare “come” arriva all’incontro a volte la caccia si risolve nella ricerca del cane che il beeper ci dice che è fermo ecc. tant’è vero che un ottimo cane da beccacce potrebbe risultare quasi inservibile su altre cacce, poca guidata. Vorrei però porre (e cercare di rispondere) ad alcune domande soprattutto relative all’impatto sulla beccaccia (ossia sulle sue esigenze vitali) della nostra caccia, ma anche solo della ricerca col cane.

1 – È vero che la cinofilia può salvare la beccaccia?

2 – Allenare il più possibile sulla beccaccia non la disturba?

3 – Quando il disturbo può esser considerato “intollerabile”?

4 – Quale può essere la vera utilità della cinofilia?

5 – La selezione a senso unico (il cane più buono a beccacce) non rischia di far passare in secondo piano fattori primari (quale la salute e la tipicità) nell’allevamento canino?

1 – Se per cinofilia (venatoria) si intende avere una scusa per ammazzare beccacce mettendoci la coscienza in pace… allora NO! lo credo che si uccidano molto più beccacce col cane (nella UE) che senza e il dare la colpa agli altri è il solito modo di vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri e non la trave che nel nostro! Se invece il cercar beccacce col cane da ferma diventa un “fatto psichico”, io e lui nel gioco senza fine della ricerca della speranza nascosta… ma anche se abbiamo lo spirito agonistico di portare il nostro cane ad alti livelli, magari per selezionare un ceppo di cani beccacciari…. in entrambi i casi, seppur diversissimi, la motivazione regge… anche perché abbiamo bisogno che ci siano beccacce “vive”: non mucchietti di piume sfatte e riconoscibili perché ne spunta, appena riconoscibile, il becco!

2 Attenzione però al rischio, per raggiungere gli scopi virtuosi, di eccedere con il disturbo: è innegabile che un cane che si muove nel bosco a cercare un uccello disturbi, non solo il suo obiettivo, ma tutto il bosco. Certamente c’è modo e modo. Ma non crediamo che la reiterata richiesta di poter uscire col cane dove o quando la caccia non è permessa sia un bene per la beccaccia, o quanto meno non sia un male.

Dipende da come e per quanto tempo la perseguitiamo —sia pure per farla solo incontrare al cane e quindi farla volare — e in che periodo lo facciamo.

3 – Ci sono momenti in cui la beccaccia ha necessità di mangiare il più possibile per bilanciare i costi energetici (es. negli inverni freddi o almeno nelle giornate di gelo intenso e continuo) e scacciarla ripetutamente dai pochi angoli che ancora le consentono di reperire le sue prede, può risultare pesante, se non esiziale.

4 – La cinofilia beccacciara può esser utile sia nell’utilizzo del volontariato nei monitoraggi “scientifici’,’ sia nell’educazione del cacciatore ad un comportamento corretto (es. sparare solo sotto ferma), ma soprattutto nel convincimento che per la sua passione (cinofilo-venatoria intendo) – come già più sopra accennato – è molto più importante una beccaccia viva che alcune morte!

5 – Qui parlo per esperienza personale, che è senz’altro limitata e può essere casuale, ma negli ultimi tempi ho notato la grande richiesta (anche l’offerta) di cani specialisti a beccacce! E’ ovvio che di “grandi cani”ce ne sono pochi e a quei pochi attingono, nel bene e nel male, quanti vogliono produrre (o soltanto disporre) il non plus ultra. In effetti ci sono linee di sangue con maggiore predisposizione per questa tipologia di caccia, ma, tornando ad esperienze dirette, ho visto e avuto cani con evidenti tare genetiche, anche serie. Ripeto sarà un caso, ma voglio cogliere l’occasione di parlare a cinofili, non solo ad allevatori più o meno specializzati, per raccomandare che avere cani SANI è un traguardo basilare cui non demordere, …poi ci saranno i campioni. Riporto solo una frase che un conoscente, cinofilo appassionatissimo e beccacciaio, mi ha detto pochi giorni or sono quando gli raccontavo di avere una cucciolona molto promettente, ma completamente sorda: “Anche se non riesce ad utilizzarla, le faccia fare una bella cucciolata’  ” Ecco, così non va! lo ho raccolto la sfida e cercherò di portare la cagnina ai livelli che promette, ma quanto a cucciolate… beh! Ho già deciso di sterilizzarla!

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1 Comment

  1. DMV LOCATELLO CLAUDIO

    La salute del cane atleta prima di tutto, grazie mille per la presa di posizione su un argomento tralasciato da molti allevatori

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