CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

 RIFLESSIONI DI UN CACCIATORE DI BECCACCE SETTANTENNE

Sabato 19 ottobre 2019. Piove a dirotto da due giorni. Personalmente non caccio più; diciamo che sono tre anni che non esco con il fucile. Esco il martedi e il venerdi con il solo cane, mi diverte ancora vederlo lavorare e quando frulla, la beccaccia mi rende ancora felice, senza contare che la tranquillità dei giorni di silenzio venatorio migliorano di molto la “qualità” dell’ambiente!

*Nota: in questo contesto spero mi si possano perdonare le passeggiate col cane (ai limiti dell’illegalità).

Stamattina, vista la data e il tempo, ho fatto un giro in macchina in una nota e comoda località buona per gli arrivi della beccaccia in questo periodo. Nonostante la pioggia davvero forte ho contato in zona 19 auto in sosta con relative cassette per i cani: devo ammettere che ci sono rimasto veramente male!

Ho subito immaginato che almeno 30 cani fradici stavano battendo un territorio utile per due cacciatori! Ho anche avvertito sulla pelle nel ricordo il fastidio della pioggia che, nonostante il moderno abbigliamento, in ore di caccia ti penetra addosso.

Mi ero immaginato che la riduzione del numero dei cacciatori comprendesse anche quello dei beccacciai; ma non è così, anzi questi ultimi sono aumentati! La diminuzione dei terreni “liberi” e di altre specie selvatiche perseguibili col cane da ferma e il divieto di cacciare i piccoli uccelli ha concentrato la pressione sulla beccaccia.

Mi ero pure convinto che se la specie avesse superato senza danni irreparabili il 2010 avrebbe avuto buone speranze di riprendersi.

Stamani mi sono tornati i dubbi!

Sono stato cacciatore per 55 anni e mi sorprende ora pensare quanto la pressione che esercitiamo sulla beccaccia sia smisurata!

Non faccio riferimenti alla posta, mattutina e serale, che è immorale…ma comoda e purtroppo ancora troppo diffusa!

Ho sempre cacciato pure io quando pioveva, ho fatto sforzi quasi al limite delle mie possibilità fisiche. Mi sono alzato di notte per cinque giorni alla settimana, per settimane di fila “quando era ancora consentito”. Ho fatto pure la posta attorno agli anni sessanta, pertanto non voglio fare la predica a nessuno, ma capire cosa ci spinge a cacciare in modo tanto assatanato.

Sovente, nei momenti di sconforto, ho pensato che “la beccaccia non mi aveva fatto nulla di male per volerla ammazzare a tutti i costi”….Ecco è proprio di questo che vorrei capire il perché.

Cacciare con calma in una bella giornata d’autunno quando il colore delle foglie, il calore ancora gradevole del sole, il cielo azzurro e mettiamoci pure la brezza leggera che fa cadere le foglie…magari in un giorno di pieno passo dove puoi scegliere di sparare solo sotto ferma, è certamente comprensibile da molti e anche dal sottoscritto.

 Ma doverla uccidere a tutti i costi, impegnarsi al massimo fisicamente e, a volte, anche economicamente (!), ora non lo capisco più.  Sarà sicuramente effetto degli anni…non sto a pensare se hanno portato saggezza o debolezza…chissà! Noto però che altri cacciatori divenuti anziani la pensano in modo simile, poi magari vengono additati come coloro che da giovani hanno fatto danni e ora fanno il sermone…

Sicuramente sono numerosi i cacciatori che l’avanzare dell’età, fa emergere una sensibilità diversa nei confronti della vita.

Sta di fatto cacciamo la beccaccia come se volessimo estinguerla. Se avessimo un datore di lavoro che ci imponesse ritmi, orari (e pure lavorare sotto la pioggia), credo che non sopporteremo a lungo!

Perché lo facciamo per la caccia?

Va bene che abbiamo ereditato la passione dagli antenati che praticavano la caccia per sfamarsi: era uno sforzo comprensibile. Ma oggi non è per fame che cacciamo, siamo esseri intelligenti (?), cacciamo per passione…passione che dovrebbe essere misurata e controllata…Perché non lo è?

I giovani oggi ci rimproverano che abbiamo distrutto l’ambiente, lo rimproverano soprattutto alla mia generazione, e non posso tirarmene fuori. Oggi rispondiamo che se le cose cambieranno avremo ancora una decina di anni per cercare di invertire la tendenza del cambiamento climatico.

Personalmente credo che i meccanismi che ci hanno portato a distruggere l’ambiente siano simili a quelli che ci portano a cacciare per uccidere a tutti i costi.

Saremo veramente in grado di cambiare o solo di rincorrere chi ha maggiori responsabilità?

La sola speranza sono i giovani…ma finora è solo una speranza…

Mirco Peli

Dai miei 65 anni di porto d’armi, concordo pienamente con quanto scrive Mirco (Silvio Spanò)

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12 Comments

  1. Claudio

    Fatti come sono oggi, cioe, cani tirati Al limited con velocita assured e di caccia pratica solo il nome non avremo mai una srlezione Vera ma solo dei cani robotizzati, dobbiamo tornare ad essere meno competitive e piu selezionatori di razza.

    • Pietro Bove

      Solite romanzine sterili sentite e risentire… Non è la caccia o i cacciatori il problema della beccaccia… Fra poco rimarremo in pochissimi… La caccia è destinata ad auto estinguersi… I giovani pensano ad altro… Godiamoci quel che ci resta… Sempre secondo regole scritte e non scritte… Un giorno la rimpiangeremo questa caccia… Buona serata!!

  2. Carlo Conte

    Concordo in pieno, e le convinzioni do Mirco sono le mie, anche se ho “solo” 55 anni….

    • Fiorenzo

      Condivido tutte le riflessioni di Mirco, sono al 55° anno di porto d’armi, continuo ad andare a caccia con il mio cane, ma ogni volta che sparo mi chiedo se sia giusto, probabilmente l’età che avanza ci rende più sensibili….

  3. Pier

    Siamo sicuri che tutti fossero a beccacce? Se tutto il territorio dite che è protetto dove sta il problema?
    Il fatto è che voi da giovani avete fatto questo, dunque è solo il rimorso con la vostra coscienza.
    Noi non ragioniamo cone voi da giovani.

  4. Covati Thierry

    Io caccio solo esclusivamente con il 410, con springer, non mi accaniscono x forza ad uccidere la preda ma sono felice vedere girare 3 macchinette e si divertono, se sparo o non sparo alla preda mi è indifferente, sono 6 anni che caccio con il 410, e ho 61 anni, da giovane quando ho preso il porto d’armi x uso caccia avevo 16 anni, e li a caccia era come un lavoro, non mi interessava il lavoro dei cani, l’importante era abbattere il selvatico, ora non più

  5. lucio Scaramuzza

    Da quando non ho più bisogno del plauso degli altri, la caccia e diventata per me molto molto più bella, rilassante, appagante ……

    La sera torno sempre felice

  6. antonio

    I cambiamenti d epoca fanno cambiare tutto.
    Il cane da ferma ha subito trasformaZioni volte alla rucerca della velocità.La modernità!!!
    Anche tra noi cacciatori c e chi ama le tradizioni e chi i satelliari.
    La caccia e l istinto naturale che solo un impriting su efluvi buoni sono molto meglio d i certe feme spAsmodiche che da aprile A luglio devo sorbirmi al campo di addestameno.
    Credo che aver visto u n bel cane della razza che si vuole ,lavorare nel suo style sia molto apagante,a col e sono conteto cosi,e la lascio andare per ribatterla per ore sena abbatterla,non e’un tiro che mi affascinala becca .
    Non uso la stessa cortesia ai beccaccini o colombi che inve p ed me sono tiri entusiasmanti.
    Il colombo mi.rimane un po qui ,dal piano non e’,a volte facile.
    In ogni caso ritroviamo le idee chiare sui cani,ho sentito a volte dei cinofili ,denigrare eccellenti cani da bosco solo perché non ne capivano la bellezza .

  7. MARIO SALOMONE

    Ciao Mirco, l’età ci accomuna e la passione per la caccia ancor di più. Il tuo punto di vista è anche il mio, come hai potuto leggere e verificare nel mio libro.Purtroppo la voglia di uccidere è aumentata di pari merito con la voglia di dimostrare agli altri quanto si è bravi a tutti i costi. Gente che critica chi mette immagini di carnieri e poi, passato qualche tempo fanno peggio di quelli criticati: quanti ne conosco. Oggi, purtroppo la gran parte si sente “obbligato” a dimostrare al prossimo il proprio “valore”. Noi ci si accontentava di parlarne a mala pena con amici veri e ben che vada una foto ricordo in bianco e nero. Non carichiamoci di colpe che non abbiamo, quando abbiamo cacciato con cani buoni si, e l’ausilio di un bubbolo e non mercanzie da astronauti.Un abbraccio

  8. A come sento forse sono l’ unico che trova difficoltà ad abbattere una sigara, e tutte le volte che succede a pochi metri dal muso dei miei setter torno sempre ragazzo, rivedo le emozioni che mi spingono ad alzarmi la mattina e a mantenere 4 cani per 365 gg l’anno.
    Mi vergogno un pò di dire queste cose davanti a tutti voi professionisti del mestiere che non sparate perché è cosa troppo facile per voi… vedo inoltre che sale sempre più l’uso di piccoli calibri che mettono sempre di più alla prova i cacciatori e che a parer mio aumentano i feriti degli uccelli da me fortemente amati.
    Mio figlio Filippo a solo 23 anni cammina dietro a i suoi setter per giorni interi e se uno dei suoi cani sbaglia qualcosa anche nella ferma non fa tuonare la sua doppietta. Credo che sia molto più sportivo il suo comportamento anche se non si loda per la sua etica di ferro, ma soprattutto non affronta discussioni sterili come questa.

  9. Silvano Mario Mattedi

    Meglio tardi che mai, Mirco, con apprezzamento e solidarietà.
    Io ho cominciato già dall’inizio, a quasi 40 anni, a non sparare alle beccacce se non sotto ferma e a non ribatterle salvo quando non ero solo. Prima andavo solo a pernici bianche.
    Devo dire che sono molto fortunato perché sono l’unico che va a beccacce in un’area potenziale di circa 5.000 ettari.
    Non tiro nemmeno quando, in caso di buon passo, capita a volte di alzarle anche con i piedi.
    La mia pressione venatoria è del tutto contenuta, i prelievi sotto la decina all’anno e il modus operandi in linea con una corretta etica venatoria, mediamente non praticata ma solo sbandierata.
    Lo stesso vale per il fagiano di monte: vado solo quando dai miei rilievi ricavo dati di successo riproduttivo positivi tenendo anche conto dello status generale della popolazione, sospensione temporanea che, né in un caso, né nell’altro, viene generalmente considerata dalle amministrazioni competenti.

  10. enrico

    basterebbe usare il buonsenso ma,quanti,al giorno d’oggi lo posseggono?ho sempre cacciato da solo x il 90%delle mie uscite(e sono state tante)ho soltanto privilegiato i cani e,sono stato capace di dire basta(in particolari giornate)quando ancora le gambe andavano come un treno(ero abbastanza giovane).facciamoci tutti un esame di coscienza.come si dice:chi e’ senza peccato scagli la prima pietra.ultimo appunto:questo voler apparire a tutti i costi(male moderno),vedi social,con conseguente emulazione,sara’si,la rovina della caccia.tutta la caccia,nessuna esclusa

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